Firenze d’estate. Firenze d’estate è una serra, si crepa di caldo, penso sia una delle città italiane che vede la colonnina di mercurio salire più in alto. I vestiti ti si attaccano addosso come una seconda pelle e prima o poi rinunci a provare a scollarli.
Il centro della città è un caos, ci sono così tanti turisti che in Piazza della Signoria il telefono non prende; è uno slalom continuo tra comitive compatte che fanno muro, famigliole preoccupate dallo smarrire i figli, coppiette imbambolate dall’amore rianimato, fotografi della domenica piazzati immobili in centro alla via. E mentre cerchi di non andare addosso a nessuno e di farti fresco in qualche modo, dietro di te strilla un clacson perché in questo girone infernale ci passano, a condire il tutto, anche le macchine.
Eppure, quando attraversato il cortile degli Uffizi svolto a sinistra mi trovo all’improvviso davanti alla Loggia dei Lanzi e alle sue alte statue, precipito nella sindrome di Stendhal e divento in un istante uno di quei mille turisti imbambolati, fermi in centro alla via a bloccare il passaggio, impietriti dalla bellezza di questa città.

Una cosa bella di Firenze è che è piccola, proprio come una pietra preziosa, incredibilmente ricca di meraviglia e semplice da visitare. Ci sono stata un paio di volte e ci sono sempre arrivata in treno, alla Stazione di Santa Maria Novella. La prima cosa che ho visto è stata l’omonima chiesa che a me dà l’impressione di essere come una persona elegante e discreta, che se ne sta in disparte non per timidezza ma per il non aver bisogno di schiamazzare per farsi notare. Rischi di passarci vicino e di non farci caso.
Tutt’altra impressione invece la fa un’altra chiesa, non lontano da qui. Succede che ad un certo punto passeggiando si alza lo sguardo e all’orizzonte spunta qualcosa e quasi inconsciamente il passo accelera per raggiungerla, per vedere meglio. Quando la piazza si apre la vista esplode per tutto ciò che vede e che non riesce a contenere in un solo sguardo; è la  Cattedrale di Santa Maria del Fiore con il suo Battistero.
Non ci voglio nemmeno provare a descrivervi questa Basilica, perché penso che tutto quello che c’è da dire sia già stato detto da persone molto più informate di me. Quello che posso dirvi io è che si potrebbero passare giornate intere all’ombra della facciata della Cattedrale per cercare di notarne tutti i particolari, e non ce ne si stancherebbe mai.
Potete poi continuare a passeggiare verso Piazza della Signoria dove c’è la Loggia dei Lanzi di cui vi ho già accennato, il David di Michelangelo, che è molto più alto di quanto potessi immaginare, e Palazzo Vecchio, la sede del Comune in cui potete entrare e dove non dovete dimenticare di guardare all’insù per vedere gli affreschi. E per finire, in quella che secondo me potrebbe essere la concentrazione di opere d’arte per metro quadro più alta del mondo, ci sono gli Uffizi.
Attraversandone il cortile interno uno può pensare che sia finita; voglio dire, sarà abbastanza no? E invece no, perché una volta arrivati ad affacciarsi sulla riva dell’Arno ci si accorge di essere anche ad un passo dal Ponte Vecchio sopra al quale da secoli stanno quasi l’una sull’altra le botteghe degli orafi (anche se in principio il ponte era riservato ai macellai).

Oltrepassato il Ponte si accede ad una parte di Firenze più calma, dove i turisti ci sono ma non si accalcano, dove si respira un po’ di più e il telefono comincia a ritrovare campo.
Naturalmente ci si ritrova davanti a Palazzo Pitti e io qui vi consiglio di prendervi una pausa, voltargli le spalle e infilarvi in una delle viuzze che partono proprio da lì davanti. Sdrucciolo dei Pitti, poi via dei Michielozzi, per sbucare alla Basilica di Santo Spirito, una chiesetta con una facciata completamente bianca che non so perché mi ricorda l’immaginario messicano. L’omonima piazza ha tutto attorno bar e ristorantini dove prendersi una pausa, al sabato c’è anche un piccolo mercato e in generale l’atmosfera è molto diversa da quella del centro storico.
Quando vi siete riposati, tornate sui vostri passi verso Palazzo Pitti e dedicate qualche ora a passeggiare nel Giardino dei Boboli. è uno dei più importanti esempi di giardino all’italiana e occupa un’area di circa 45.000 m². Dentro ci si trova di tutto; statue, fontane, laghetti e grotte, vialoni alberati, prati, certamente fiori e piante, roseti, limonaie e viste panoramiche su Firenze.

Se come me adorate i panorami perchè vi piace lanciare lo sguardo e i pensieri oltre all’orizzonte, allora bisogna per forza che andiate a Piazzale Michelangelo. Potete arrivarci a piedi o con il bus numero 13; considerando le temperature afose, noi scegliamo la seconda opzione.
Da qui si vede tutta la città; si vedono le cupole delle basiliche più importanti, la biblioteca, il profilo degli Uffizi, l’Arno che taglia la città, i ponti che la ricongiungono e le verdi colline che la circondano.
Mi viene in mente che questo è il posto preferito di Firenze di mia nonna, o più che altro quello di cui mi parla sempre. Appena le dico “Nonna, vado a Firenze” lei mi risponde “Ahhh, che bello! Vai al Piazzale Michelangelo!” e mi racconta di quando è stata qui con il nonno.
Allora da qui, mentre mi godo il panorama vicino alla copia del David di Michelangelo, provo a telefonarle.
Quando avete finito di scrutare Firenze dall’alto, non resta che salire ancora più in alto. A pochi passi da Piazzale Michelangelo una scalinata bianca vi condurrà alla Basilica di San Miniato al Monte, un posto molto silenzioso, pacifico, circondato da fiori e tombe. Dentro la chiesa fa molto fresco, sembra di stare in frigorifero, e così ci riposiamo qui qualche minuto mentre osserviamo la volta dai mille colori e la cripta che si scorge sotto all’altare, un’atmosfera a metà tra il set de “Il Nome della Rosa” e quello di “Eyes Wide Shut”.
Per ridiscendere in città, si può passare per il Giardino delle Rose dove si passeggia tra sculture, angoli di Giappone e, ovviamente, tra le rose.

Una volta raggiunto nuovamente il centro città ci dirigiamo verso il Mercato di San Lorenzo o Mercato Centrale di Firenze, dove trovano spazio banchi di carne, formaggi, prodotti tipici, frutta e verdura e chi più ne ha più ne metta. Beviamo un vino fresco servitoci da un barista che scopriamo venire da Dolo, un paese veneto vicino al nostro. Che piccolo che è il mondo.
Da qualche anno il mercato centrale è stato oggetto di rinnovamento e ora al piano superiore si possono trovare diverse proposte per mangiare qualcosa. La formula è quella che si è diffusa molto negli ultimi anni con i vari food truck e festival del gusto; ognuno prende quello che preferisce e poi si mangia tutti insieme in tavolate poste al centro. Devo dire che non stona con ciò che sta al piano di sotto. Ma noi sappiamo già dove andare per placare la nostra fame…

Siamo pronti per andare a pranzo Trattoria da Mario, in via Rosina, tappa immancabile delle nostre gite a Firenze dove ordiniamo sempre la stessa cosa; panzanella e fiorentina. La panzanella è il mio piatto toscano preferito (si trova però anche in altre regioni del centro Italia) ed è fatto con pane raffermo, cipolla rossa, basilico, sedano e carote.
Il posto è piccolo, non ci sono molti coperti e si mangia in compagnia con degli sconosciuti. Alle pareti sono appesi cartelli con frasi divertenti che intimano gli avventori a non fare richieste culinarie lontane da quelli che sono i precetti della tradizione. Un dettaglio interessante è che la cucina è a vista, e anche a rumore direi, quello del taglio delle fiorentine; forte e chiaro.
Ricordatevi che questo ristorante è aperto solo a pranzo e che non si può prenotare. Il mio consiglio è andare sul posto presto, lasciare il nome, e nell’attesa farsi un giro per il Mercato delle pelli che è proprio qui davanti.
Altro consiglio per mangiare qualcosa a Firenze è andare all’Antico Vinaio, una paninoteca che per risolvere il problema delle lunghissime code che si formavano al suo ingresso ha optato per aprire tre locali, uno accanto all’altro, in via dei Neri. La proposta è la stessa in tutti e tre; schiacciata con i migliori affettati, formaggi e l’immancabile crema al tartufo.

E qui finisce il nostro tour fiorentino; lo so, sembra semplice, breve, e un po’ forse è proprio così. Ve lo dicevo all’inizio, Firenze è piccola, proprio come una pietra preziosa, incredibilmente ricca di meraviglia e semplice da visitare e in questo sta la sua caratteristica: il saper trasmettere la bellezza con una grande normalità.

Dischi ascoltati
Tool, 10.000 days

Libri letti
A. Camilleri, E ora dimmi di te

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