Lubiana è un brillantino incastonato nel cuore della Slovenia a sole due ore e mezza di macchina da Venezia. Cinta da monti straripanti di verdi foreste, Lubiana è una città dal profumo ghiacciato e dal sapore dolce.
Il suo passato asburgico è visibilmente presente negli edifici che la compongono. Le architetture qui si sovrappongono a causa dei forti terremoti che hanno scosso Lubiana nel 1511 e del 1895, dopo i quali le ricostruzioni si sono ispirate rispettivamente allo stile rinascimentale prima e barocco ed art nouveau poi. Vaste zone della città sono state costruite dopo la Seconda guerra mondiale e trovano spesso un tocco personale dell’architetto sloveno Jože Plečnik.
Le sue piccole dimensioni la rendono estremamente vivibile e facilmente godibile e le cose da fare non sembrano mancare. Lubiana è, per l’appunto, la capitale più piccola d’Europa, capitale culturale, scientifica, economica, politica e amministrativa della Slovenia e decisamente una meraviglia per una vacanza.
Secondo il famoso mito greco, l’eroe Giasone ed i suoi Argonauti, dopo aver trovato il Vello d’oro, si sarebbero diretti a nord lungo il fiume Danubio, poi lungo il Sava, fino poi alla sorgente del fiume Ljubljanica. Entro i comuni dell’attuale Nauporto e Lubiana, gli Argonauti trovarono un grande lago circondato da una palude. Qui Giasone trovò un mostro. Questo mostro è il drago di Lubiana, che è ora presente sullo stemma e sulla bandiera della città.

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Il centro di Lubiana è una grande isola pedonale attraversata dal serpente Ljubljanica, il fiume della città. Su entrambi i suoi lati si snodano innumerevoli bar e pub dove sostare per un thé caldo. Thè e tisane qui vanno forti a causa delle basse temperature. Nonostante questo, nessuno sembra voler rinunciare alla vicinanza e alla vista della Ljubljanica e di conseguenza i bar sono molto più affollati nei loro dehors che nei posti a sedere interni.
In generale, Lubiana è ricca, soprattutto nella zona fluviale, di pub, caffè e sale da thé.
Un giorno sono entrata in un bar per chiedere un espresso e l’ho fatto fermandomi al bancone, all’italiana, per berlo in piedi al volo. La cosa ha messo in grossa difficoltà il barista che non riusciva veramente a capire perchè non mi fossi accomodata ad un tavolo. in attesa di essere servita. Alla fine, alla richiesta con occhi ormai fuori dalle orbite di dove io fossi seduta, ho indicato il primo tavolo vuoto libero nei paraggi.
Sedendomi per aspettare il mio caffè, sono entrata in contatto con una sofficissima poltroncina di pelle bianca che ha rilassato immediatamente tutti i muscoli del mio corpo infreddolito. Lasciandomi andare addirittura al richiamo dei braccioli mi sono detta “Cavolo, questa si che è una pausa caffè”.

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Passeggiare lungo il fiume è d’obbligo e pressoché inevitabile. Lungo la strada incontrerete diversi ponti tra cui i più famosi sono il Ponte dei Draghi (Zmajski most), il Ponte dei Calzolai, riconoscibile per il suo colonnato, e il Triplo Ponte (Tromostovje). Quest’ultimo, progettato da Jože Plečnik è costituito da tre strutture separate, tre vie per attraversare, e congiunge le  due piazze principali di Lubiana: Piazza Prešeren (Prešernov Trg) e Piazza Civica (Mestni Trg).

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Ho visitato Lubiana in Dicembre, quando l’atmosfera natalizia era già alle porte e quando luci e lucine di ogni forma e colore abbellivano una città che sembra tenere molto a sé stessa. La piazza del mercato, oltre al consueto mercato di fiori e frutta e verdura, ospitava delle piacevoli bancarelle di Natale e degli stand gastronomici dove non ci siamo lasciati sfuggire un piatto di Ćevapčići e crauti. I Ćevapčići sono delle piccole salsicce fatte a base di carne trita, variamente speziata, tipiche della cucina dei paesi della penisola balcanica. Attenzione: difficoltà digestiva livello dieci, almeno per me.
Non so se fosse a causa delle bancarelle culinarie nelle piazze o se anche fuori dal periodo natalizio sia la stessa cosa, ma mi sento di dire con abbastanza certezza che su Lubiana aleggia con costanza un caratteristico odore di salsiccia!

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Sempre vigile sulla città è il Castello, che si erge su una collina che domina il centro di Lubiana.Presenza rassicurante, sembra osservare e proteggere benevolmente la città. Niente a che fare con presenze arcigne dunque.
Molto vicino al centro pedonale, è visitabile. Si può raggiungere con una breve passeggiata a piedi (diversi sono gli itinerari possibili) o usufruendo della funicolare per pochi euro.
Se una volta in cima il vostro pensiero sarà che questo Castello non vi sembra mica tanto vecchio, avrete ragione: è stato completamente ricostruito nel 1960 in stile medioevale su precedenti fortificazioni.
La visita è veramente molto bella, salendo sulle mura si può godere di un belvedere su Lubiana a quasi 360 gradi e si possono riconoscere i luoghi e le strade. Sostando nel cortile centrale (dove sono presenti diversi punti ristoro) si può provare ad immaginare la vita medioevale all’interno di castelli come questo; se poi la giornata è leggermente grigia e nuvolosa e i corvi volano sopra di voi è fatta, siamo in Game of Thrones. Circumnavigando il castello dalla passeggiata esterna invece si può percepire la sua altezza, la sua maestosità, e ancora una volta possiamo provare ad immaginare cosa potesse voler dire arrivare davanti al suo ponte levatoio per i viandanti di un tempo. C’è un elemento che ha alimentato questo mio fantasticheggiare storico, che ho molto apprezzato, non sempre lo trovo; il mitico fossato tutto intorno alle mura!!

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Ritornando in città ci godiamo una passeggiatra tra le vie centrali. Parliamo un po’ di negozi. Ho notato che solo in una via che collega la piazza centrale con la prima zona accessibile alle auto troviamo la sfilza di H&M, Calzedonia etc. etc. Nel resto della città, compreso il centro centrissimo, le poche vetrine di abbigliamento appartengono per lo più a negozi che raccolgono Vintage e in cui entrare per innamorarsi e concludere ottimi affari. Se non trattano abbigliamento, i negozi sono perlopiù librerie o botteghe d’artigiani. Addirittura a Lubiana ci sono ancora diversi negozi dedicati alla musica che vendono cd, cassette e vinili e che da dove vengo io sono praticamente spariti, uno dopo l’altro.
Tanti anche i negozi pieni di meravigliose cianfrusaglie in stile un po’ hipster, un po’ Tiger (se mi concedete l’espressione), dal quadernino alla borsetta, dalle luci alle collane handmade. Meravigliosi e purtroppo carissimi, li ho comunque apprezzati molto di più rispetto ai negozi di souvenir in stile calamita-bicchierino-cartolina, che per fortuna a Lubiana sembrano non esistere.

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Un’altra passeggiata piacevole è quella che dal centro vi condurrà al Parco Tivoli.
Si esce un po’ dalla zona pedonale per esplorare un’altra parte della città nella quale, senza preavviso, ogni tanto si incontrano edifici coloratissimi.
Ho attraversato una grande piazza che nelle architetture e nelle statue decorative portava le tracce del passato socialista della Slovenia.
Poi si passa ad una zona che ospita una serie di villette: in quest’ultima mi sono trovata un po’ sovra pensiero a fotografare una certa casa. Mi metto in posizione per scattare e noto che all’ingresso c’è una guardia che mi guarda fisso e che poi si nasconde dietro la colonna. Un po’ stranita scatto e resto a guardare finchè la guardia fa capolino solo con la testa dal colonnato, e mi guarda. Bah. Procedo, faccio due passi, mi rigiro, e la guardia è li dritta come un fuso davanti alla porta, come prima. Ho capito l’avversione alle foto, ma così tanto da giocare a nascondino? Finchè non noto che la “casa” non era altro che l’ambasciata statunitense e capisco che la metà della giornata di quella guardia è impegnata ad evitare di farsi fotografare.

Il Parco Tivoli è l’immenso polmone verde della città.
Progettato nel 1813 dell’ingegnere francese J. Blanchard del 1813, nasce dall’unione di vari parchi che circondavano i castelli Podturn e Cekin. Dopo diversi ampliamenti e ristrutturazioni, il parco oggi si estende su circa 5 km2.
Al suo interno; uno stagno, un giardino botanico ed una serra con piante tropicali e carnivore, numerose aree per lo sport e di giochi per bambini, viali costeggiati da grandi pannelli che ospitano mostre fotografiche, una piscina all’aperto e il palazzetto dello sport Hala Tivoli, che ospita grandi manifestazioni sportive e concerti.
L’aria è frizzantina e si possono fare lunghe passeggiate in mezzo ai prati e agli alberi. D’estate qui deve essere molto bello passare il tempo, in questi immensi spazi dove ognuno può trovare il suo angolo preferito.

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Se dopo tutto questo camminare vi è venuto appetito, vi consiglio di rifocillarvi al Sarajevo’84. Ristorante taverna sita ai limiti della zona pedonale, si trova sottoterra e vi si accede da una scalinata che da sulla via principale. Qui troverete una accoglienza calorosa e potrete gustare tutti i piatti tipici della tradizione slovena; i già menzionati Ćevapčići infilati dentro una pita (una specie di pane piadina, chi è stato in Grecia la conosce), la zuppa di fagioli, dei piccoli involtini di pasta brisé ripieni di carne, patate, formaggio o spinaci, carne, carne, carne.

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Un’alternativa per gustare gli stessi piatti della tradizione è il ristorante Sokol; più centrale, più grande, più folcloristico, da provare le zuppe (cipolle, funghi o fagioli) servite in una maxi ciotola di pane, personalmente l’ho trovato un po’ troppo turistico.
Per chi soggiorna più giorni a Lubiana e vuole spezzare un po’ lo stile culinario sloveno, sono moltissimi i ristoranti che offrono diverse cucine dal mondo.
Tanti sono anche i ristorantini che propongono una cucina, magari tradizionale ma più raffinata. Il migliore ci è sembrato Spajza, ai piedi del castello; purtroppo non abbiamo trovato posto ed era il nostro ultimo giorno di vacanza.

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E che fare la sera? A Lubiana le alternative sono tante. Una di quelle che ho scelto è stato passare una parte della mia serata alla fabbrica della Union. Per chi non lo sapesse, la Union è una delle principali birre slovene ed è prodotta proprio qui, a Lubiana.
Il birrificio è decisamente un ENORME cubone che si staglia alla vista di noi piccoli uomini formica in pellegrinaggio verso il pub. Ebbene si, all’interno della proprietà della Union non c’è solo la fabbrica della birra ma anche un pub che la serve alla spina, praticamente a km0. Si chiama Pivnica Union, birreria della Union appunto.
Grande e chiassoso, è però un bellisimo pub dove bere birre buonissime a neanche tre euro a pinta. Si può anche mangiare piatti sloveni, carne e hamburger.
Tra i tanti tavoli, noi abbiamo preferito il bancone instaurando un feeling casereccio col giovane barista che ci aveva preso in simpatia e che alla fine della serata era praticamente il cugino simpatico al pranzo di Natale.
Felicità garantita….

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Per continuare la serata, non lontano dalla Union c’è il Klub K4, uno dei locali notturni di Lubiana. Qui nella zona bar potrete aspettare che la serata arrivi al clou su delle poltroncine in velluto, affiancate da tavolini con uno snack molto particolare: biscotti!!
In una delle sale principali invece, una pista da ballo su due piani (un piano, una scala, una fossa sotto alla console) vi aspetta per scatenarvi circondati da schermi luminosi. Serata funk con i fiocchi!

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Dulcis in fundo; di giorno affascinante e di notte incredibile è Metelkova.
Ex caserma militare occupata per proteggerla dalla demolizione nel 1993 da circa 200 persone facenti parte di una associazione indipendente di artisti e intellettuali, Metelkova Mesto (città di M.) è uno spazio sospeso tra qui e altrove.
Di giorno è possibile visitarla, entrando quasi in punta dei piedi nel cortile centrale, quieto e silenzioso, come se fosse il salotto di qualcuno, mentre ai piani superiori si intravedendo squarci di vita quotidiana di chi qui abita, e piccoli atelier con artisti al lavoro.
Imperdibile per gli amanti della street art, credo non ci sia un centimetro di vuoto sui muri di Metelkova. L’arte decorativa qui trasuda agghindamento compulsivo con ogni tecnica e materiale, dalla pittura alla scultura, dai copertoni alla ceramica, dalle piante ai pezzi di vetro.
Visitare Metelkova, di giorno, da anche la possibilità di passeggiare nel quartiere in cui sorge e rendersi conto di una Lubiana un po’ più periferica, un po’ diversa da quella del centro pedonale.
Di notte Metelkova è un’esplosione, un melting pot totale di qualsiasi genere musicale. Dietro ogni porta e porticina si celano innumerevoli locali (almeno una decina) ed è possibile passare liberamente da uno all’altro compiendo un viaggio visivo e sonoro.
Ognuno di questi spazi ha una personalità a sé che si nota nell’arredamento e nellascelta musicale. Dalla labirintica sala di elettronica, alla casetta di legno del reggae e della dub, ai locali rock, new wave e punk.
Spostarsi tra di essi senza vincoli ne barriere è un’esperienza particolare e divertente. La mia sensazione di essere libera e a casa era assoluta.
L’ingresso a Metelkova è sempre gratuito, così come quello nei diversi locali fatta eccezione per qualche particolare serata.

Doverosa scarrellata di fotografie:

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Se siete arrivati fino a qui meritate un suggerimento extra. Non ho potuto farne esperienza diretta per mancanza di tempo ma sono sicura che sia un ottimo consiglio. A 55 km da Lubiana c’è il Lago di Bled, meraviglioso specchio perlato incastonato tra le montagne, al cui centro sorge un isolotto con una chiesetta.

 

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