Arrivare a Procida senza aver letto “L’isola di Arturo” di Elsa Morante sarebbe un enorme errore. Finire di leggerlo sul ponte del traghetto, con l’isola che diventa sempre più grande all’orizzonte e scendere sullo stesso molo da cui parte e torna Wilhelm Gerace , è invece stato per me estremamente poetico.
Procida è un’isola del Golfo di Napoli, vicino alle più note Ischia e Capri, lunga 4 km e larga poco più, che si fa amare solo a vederla dal mare.
Ho visitato l’isola in tre giorni a cavallo tra luglio e agosto.

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Non posso veramente parlare di Procida distinguendola dall’idea che ancor prima di arrivare mi ero fatta di lei attraverso le parole della Morante. Procida è un’isola meravigliosa, di indole pacifica e silenziosa.
A fine luglio ci sono molti turisti, ma d’altra parte io ero una di loro.
Il turismo a Procida è arrivato, mi spiega un procidano, sulla scia della fama del film “Il Postino” di Troisi, che non è nemmeno stato interamente girato qui, e si è consolidato dopo la chiusura della prigione dell’isola che potete in parte vedere nella foto soprastante.
Sopra la Marina di Corricella infatti, piomba a picco sul mare Terra Murata, antico borgo dell’isola, e li, tra le case, vi è anche ciò che resta della prigione chiusa e abbandonata nel 1988. Un’”isola nell’isola“, come titola il libro scritto dal Dott. Giacomo Retaggio per 25 anni medico del carcere, e vale davvero la pena passeggiare addentrandosi quanto più possibile per respirare un’atmosfera che non so descrivere, a metà tra il girovagare in un città fantasma e l’immaginare la sofferenza di essere non solo in carcere, ma di esserlo guardando il mare.
Una cosa che mi ha colpito molto di quest’isola, che in questo senso sottovalutavo, è la quantità di feste popolari e manifestazioni che offre, sopratutto nel periodo estivo. Si comincia a primavera con la festa del carciofo, a maggio la processione per il patrono dell’isola, a fine luglio la Sagra del Mare con l’incoronazione della più bella Graziella (le ragazze si vestono come la protagonista del libro di Alphonse de Lamartine, altra letteratura legata all’isola), segue il festival Corricella in Jazz, il premio letterario Elsa Morante e, ormai alle porte di Novembre, la Sagra del Vino.

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Come arrivare
I traghetti partono da Napoli, agli imbarchi nei pressi di Piazza del Plebiscito. Potete scegliere tra traghetti e aliscafi (più veloci, ma al chiuso) e tra diversi orari, a seconda della compagnia nautica che sceglierete.
Consiglio il traghetto, dal cui ponte si può sentire l’odore salato del mare e vedere Napoli che si allontana e le isole che si avvicinano. In un’oretta e con 11 euro sarete a destinazione. A Procida scenderete alla Marina a Nord dell’isola.

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Le spiagge
Senza alcun dubbio la migliore spiaggia di Procida è la spiaggia del Pozzo Vecchio, detta anche spiaggia del cimitero o spiaggia del Postino poiché qui sono state girate molte scene del film.
La sabbia di piccoli sassolini è lunga e larga. A sinistra è protetta da uno strapiombo di roccia, a destra è bagnata dal mare azzurro di una pigra baia cinta da promontori verde scuro. In certi punti, a certe ore, camminando nell’acqua la sabbia sotto ai piedi ha i riflessi dell’oro.
Questa spiaggia di mattina offre una piacevole ombra naturale sotto la quale rinfrescarsi. Dalle 12 circa il sole è invece pieno e resta a lungo, fino a sera.
In una parte della spiaggia c’è un bar, dove se volete potete affittare ombrelloni e sdraio e prenotare il vostro panino-pranzo, ma non oltre le 12.30.

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Proseguendo a sud lungo il lato ovest dell’isola si incontra la spiaggia del Cirraccio e spiaggia della Chiaiolella. Lunghissima, sono due spiaggie una la continuazione dell’altra, che arrivano fino all’estremità sud dell’isola.
Scendendo a mare da via Salette mi sono ritrovata all’estremità nord di questa lunga spiaggia, al Cirraccio, prima di ogni bar, ristorante e affitta ombrelloni.
Ho trovato un angolo tranquillo, spiaggetta discreta e mare più aperto e dunque più mosso.

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La terza spiaggia di cui vi parlo è Spiaggia della Lingua, vicina alla Marina nord. La spiaggia è piccola e, in piena stagione, affollatissima. Per questo non l’ho potuta apprezzare. L’acqua del mare però è molto limpida e facendo il bagno si guarda la terra ferma.
Per quanto riguarda spiaggia della Chiaia, posso solo dirvi che in realtà si tratta di due spiagge divise dagli scogli. Per la prima si accede da via dei Bagni e con una breve scalinata. Alla seconda da via Pizzaco più 182 scalini. Qui il sole resta fino alle 17.00.

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Mangiare
Per un panino veloce, ma indimenticabile
: dalla Marina di Procida andate in via Roma verso la spiaggia della Lingua. Quasi alla fine del vostro cammino, subito dopo il Bar da Giorgio e poco prima di uno dei pochi sportelli bancomat dell’isola troverete l’alimentari “La primizia”. Fatevi fare un panino con provola, pancetta coppata e melanzane grigliate tenute sott’olio. Spegnere la mediterranea sete con birra peroni.
Per quanto riguarda i ristoranti ve ne consiglio tre.
Purtroppo scattare una foto ai piatti è impossibile, la forchetta è più veloce!
Alla Marina di Corricella troverete molti ristorantini uno vicino all’altro. Dì fianco alla famosa Locanda del Postino, altra location del film, trovate il ristorante “Il Maestrale”. Da non farsi scappare la pasta e fagioli (in crema) con le cozze.
A sud dell’isola invece, alla Marina di Chiaiolella ho scelto “Il Galeone”. Andateci armati di pazienza perchè si aspetta, ma se vi affacciate in cucina capite che è perchè la conduzione è familiare. Scialatielli allo scoglio come li farebbe mia nonna napoletana, se ne avessi una.
Infine, “La Medusa”, precisamente davanti all’imbarco dei traghetti che guardavo già con una certa malinconia durante la mia ultima sera a Procida. Un sentimento agrodolce spazzato via dall’impepata di cozze e dagli spaghetti al riccio!

Alloggiare
Vi consiglio di alloggiare da Saara e Peppino, che potete trovare tramite Air bnb.
L’appartamento è meraviglioso e ha contribuito alla mia voglia di trasferirmi a vivere a Procida per sempre. Peppino è un procidano di nascita e, sempre per quella storia del libro, a me pareva quasi di parlare con Arturo (ho molta immaginazione). Saara è elegante come solo i parigini possono essere. Ecco il link: https://www.airbnb.it/rooms/1295767

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